Tempio di Ramses II e Tempio di Nefertari

Abu Simbel

Abu Simbel

Nella regione della Nubia, nell’estremo sud dell’Egitto, vicino al confine con il Sudan, lungo le rive del lago Nasser creato dalla costruzione della diga di Aswan, troviamo il sito di Abu Simbel.

La Nubia svolse un ruolo importante nella storia dell’Egitto antico, praticamente può essere considerata la “El Dorado” dei Faraoni che ne sfruttarono per secoli le sue miniere d’oro.

I Re del Nuovo Regno consolidarono l’egemonia sulla Nubia con la costruzione di fortezze militari e di templi sacri dedicati ad Amon, che ebbero la funzione di persuasivi strumenti ideologici sull’animo dei sudditi nubiani. Ramses II, l’onnipotente sovrano della XIX dinastia, assunse un ruolo di assoluto protagonista in questo frangente.

Ad Abu Simbel si trovano il tempio maggiore di Ramses II e quello fatto costruire per l’amata moglie Nefertari.

La prima cosa che colpisce il visitatore, guardando il tempio maggiore di Ramses II, sono le quattro colossali statue sedute, a gruppi di due, che reggono la facciata del tempio. Entrando nel tempio si viene accolti nella grande sala ipostila, sostenuta da otto pilastri che rappresentano Ranses II e con le pareti ricche di decorazioni che rappresentano la battaglia di Qadesh. A seguire la seconda sala ipostila decorata con immagini del Re  e degli Dei e con scene di offerte. Alla fine troviamo il sancta sanctorum, lo spazio più recondito del tempio, qui ci attendono quattro statue sedute che rappresentano Ra-Horakht, Ramses II divinizzato, Amon e Ptah; le pareti sono decorate con rilievi della barca sacra.

A qualche decina di metri di distanza troviamo il tempio di Nefertari, la moglie più amata. Nella parete esterna si trovano sei statue incastonate in nicchie, quattro rappresentano Ramses II e due la regina Nefertari. Oltrepassata la monumentale entrata, il tempio si sviluppa nella sua sala più grande, con sei pilastri, tutta finemente decorata. A seguire uno stretto vestibolo della stessa larghezza della sala ipostila  da cui si accede al piccolo sancta sanctorum in cui si vede Hathor emergere dalla parete sotto forma di mucca.


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