Tempio di Karnak

Karnak

Complesso Templare di Karnak

Il Complesso Templare di Karnak è composto da cinque templi, il Tempio di Ammone, Il Tempio di Ramses III, il Tempio di Khonsu, il Tempio di Opet e il Tempio di Phat.

Ammone ebbe un tempio degno del suo potere, in quanto Dio principale di una delle maggiori potenze del Mediterraneo occidentale. Ampliato e rimodellato durante il Nuovo Regno e fino all’epoca romana, fu l’edificio nel quale più investirono tutti i faraoni egizi, impegnati a lasciarvi una loro traccia. Dall’imbarcadero posto sulla sponda est del Nilo, si arrivava alla grande facciata (primo pilone) del Tempio di Ammone  percorrendo un viale fiancheggiato di criosfingi, sfingi con la testa di montone.  Attraversato il primo pilone, subito a destra, troviamo il Tempio di Ramses III che fu un sovrano che realizzò grandi donazioni al tempio di Ammone, sia in forma di terre sia di offerte floreali e di alimenti.

Andando avanti incontriamo il secondo pilone, attualmente se ne conservano alcuni resti, attraversato il quale ci troviamo nella spettacolare grande sala ipòstila, un bosco di 134 colonne immense e, forse, l’elemento più riconoscibile del Tempio di Ammone. Parte imprescindibile di tutte le dimore degli dei, le sue colonne rappresentano il mondo che rinasce quando vi passa sopra il Dio Ammone-Ra nel suo percorso attraverso il firmamento , rappresentato dall’asse del tempio.  

Lo spazio compreso fra il terzo e quarto pilone fu trasformato in un cortile adornato con una grande quantità di obelischi. Attualmente resta solo un obelisco dei due eretti da Thutmose II e un altro della coppia voluta dalla Regina Hatshepsut e nascosto in seguito in un pilone dal figlio della stessa.

Elemento di rilievo del recinto di Karnak è l’immenso stagno (123 metri x 83 metri) chiamato Lago Sacro. In Egitto i templi erano dotati di laghi sacri, che simboleggiavano le acque del Nun, da dove sorse il dio creatore che diede vita al mondo. Nelle loro acque i sacerdoti si purificavano prima di entrare nel tempio.

Nei pressi del Lago Sacro, posto su un piedistallo, si trova la scultura di uno Scarabeo Sacro. Rappresenta Khepri, il sole della mattina, e fu costruito da Amenofi III. Oggi si è trasformato in un oggetto di attenzione da parte delle migliaia di turisti che visitano Karnak, attratti dalla presunta buona fortuna che trasmette.


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